Una vita spezzata

Durante la sosta di Agadez, Klaus Seppi rivive l’incidente nel quale ha perso la vita Patrick Canado: “...eravamo in scia alla vettura di Tambay e nel polverone riuscivamo a distinguere a malapena i contorni di chi ci precedeva; per capire le effettive distanze per poterlo superare, uscivamo periodicamente di scia alla velocità di circa 90 km/h. Ad un certo punto ho sentito davvero una gran botta provenire dalla parte anteriore sinistra, all’altezza della ruota; la macchina si è ribaltata e all’interno dell’abitacolo c’era un gran polverone, dopo diversi capottamenti siamo ritornati sulle nostre ruote.

Ho guardato il mio navigatore – Maurizio Arzuffi – che fortunatamente stava bene anche se un po frastornato dall’accaduto.

Quando la polvere si è diradata, abbiamo visto una Range Rover capottata a circa 70 metri di distanza; pezzi di carrozzeria ovunque e tutto il contenuto della vettura sparso per terra. La mia ruota, divelta, rotolava nel deserto. La fiancata destra della loro Range Rover era stata sradicata dalla vettura, il copilota (Canado) era stato scaraventato esanime ad una decina di metri dall’abitacolo ancora attaccato al sedile. Il pilota (Boubet) era ferito e perdeva sangue da un braccio per cui ho subito acceso la balise per segnalare il luogo dell’incidente ai soccorsi. Il loro roll-bar si è spezzato in più punti e credo fosse fatto in alluminio – anziché in acciaio –  per aver ceduto in quel modo.

Per mezz’ora non si è visto nessuno e nessuno dei concorrenti si è fermato, anche se ho sentito molti concorrenti rallentare nei pressi dell’incidente. L’elicottero è arrivato circa 45 minuti dopo, ma nessuno mi ha chiesto cosa fosse successo o le condizioni dei feriti.

Fonte Autosprint, n. 3, 19-25 gennaio 1988.

 

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