Riflessione

Cosa rimane a 30 anni di distanza dalle leggendarie Parigi-Dakar di fine anni 80 ?

Da avventura pionieristica a fenomeno di costume, la Dakar nel 1988 diventa la corsa più famosa del mondo e i media fanno a gara per accaparrarsi notizie, immagini, tragedie.

Sicuramente un intatto alone di eroismo da parte dei protagonisti che in quegli anni sperimentavano il massimo della tecnologia in un crepuscolo ineguagliato di follia e motori.

“L’Olimpiade della specialità” – come ama definirla Orioli – era in quel periodo la gara più famosa del Mondo e tutta la stampa, la televisione e la radio erano impegnate a seguire questo evento affascinante trasmettendo quotidianamente le imprese dei piloti impegnati.

Il sogno del deserto e l’ineguagliabile abilità dei piloti venivano vissuti come moderne sfide all’avventura e all’esplorazione estrema; nomi come Neveu, Lalay, Picco, Terruzzi, De Petri e Orioli sono il simbolo di un’epopea ancora oggi densa di passione e amore per il motociclismo.

Due furono i temi che tennero banco alla vigilia della decima edizione: il primo -prettamente tecnico- riguardava la supremazia delle bicilindriche sulle mono in gare di questo tipo, il secondo riguardava invece la sicurezza dei piloti impegnati in questo massacrante raid.

La Dakar dell’88 è passata alla storia come la più dura e spietata mai corsa; 6 morti, numerosi feriti e tanti incidenti anche per coloro che hanno poi trionfato alla fine.

Una corsa massacrante di oltre 8.000 km tra le insidie del deserto e i rischi di correre a oltre 140 all’ora su terreni che hanno messo a dura prova mezzi e piloti: di 183 motociclisti alla partenza solo 34 sono arrivati alla fine, non senza cadute e gravi sofferenze.

Appena giunti in terra africana vinse subito Rahier su BMW, ma già pochi giorni dopo Picco prese la testa della corsa. La Yamaha rimase purtroppo senza Grasso, Medardo e Alborghetti a causa di infortuni e squalifiche.

Purtroppo il campione Malherbe ebbe un grave incidente che gli causò la frattura di due vertebre cervicali.

Nel deserto del Tenerè Picco mantiene la testa della corsa, tallonato da Orioli e Neveu (che però si ritirerà successivamente per infortunio). Anche Orioli si infortuna lussandosi una spalla, ma riesce a recuperare anche grazie all’annullamento di una speciale.

La corsa continua senza tregua e Orioli e Picco battagliano per la testa della classifica che verrà anche condizionata dalle scelte degli organizzatori di annullare alcune tappe che avrebbero forse permesso a Picco di recuperare su Orioli.

Avrei meritato la vittoria” dichiarò Franco Picco all’arrivo, anche se ammise che “nell’incidente del 15 gennaio ho preso una brutta botta allo stomaco e mi sentivo in stato confusionale e ho pensato seriamente di mollare tutto lì“, purtroppo aggiunse “la sfortuna ha tolto di gara i miei compagni anche se l’assistenza è arrivata a Dakar senza perdere neanche un ricambio“.

Ciro De Petri invece è rimasto vittima di un incidente e questa edizione della Dakar non è andata come si aspettava; dopo alcuni problemi con la frizione, durante una tappa speciale di 400 km, racconta “...stavo viaggiando a 140 km/h quando non ho visto un avvallamento profondo almeno 5 metri e ci sono volato dentro…ho battuto il volto per terra e ho preso un gran colpo allo stomaco, Neveu mi ha aiutato a risalire in moto, ma il dolore e la paura di una lesione interna mi hanno costretto al ritiro“.

xcorso

Nella Dakar dell’88 prevalse alla fine Orioli davanti a Picco, Lalay, Mas e Teruzzi; tra i privati 6° Gualdi, 14°Gualini. 19° Winkler e 20° Birbes, ma rimarrà nella storia della competizione la terribile tappa “Moudjeria-Chogar” nella quale un impetuoso vento desertico rese pressoché impossibile  la navigazione e solo la solidarietà e l’aiuto reciproco tra i piloti permise di uscire sani e salvi dalle insidiosissime dune del deserto.

Video: https://youtu.be/Vt8wUD9sm-g

Il mondo di oggi, green e politically correct forse non puó capire cosa ha voluto dire per noi la Dakar, ma ogni volta che si gira la chiave di una Rd03 e si accende il motore, il mondo sparisce…e inizia l’avventura !!!

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