Parola di TSO

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Ecco la replica di Gilbert Sabine alle critiche ricevute per i numerosi incidenti di questa edizione: “Per quanto riguarda gli incidenti occorre tener presente che sono in rischio insito nelle competizioni automobilistiche e non solo alla Dakar: si spera sempre che non avvengano, ma non sempre le speranze si avverano.

Circa la durezza, poi, le vetture e le moto sono sempre più potenti ed è questa la causa di tutto: non è vero che si sia passato il limite.

Che le vetture, sempre più sofisticate abbiano bisogno di maggior assistenza questo è certo, ma questo è un problema delle scuderie e comunque la cosa riguarda più i professionisti che i privati: questi, infatti, partecipano praticamente senza assistenza. 

La verità, credo, è che sono partiti tutti con il coltello tra i denti dimenticando che avevano di fronte 13 mila chilometri da percorrere.

Per quanto riguarda la lunghezza della corsa, va detto che non abbiamo poi tutta quella libertà che si pensa: dobbiamo tener conto di certi dati che non dipendono da noi. Talvolta sono addirittura le autorità del posto che impongono un certo tracciato.

Ritornando infine alle polemiche con Balestre, il capo della Dakar risponde: “Non credo che Balestre aspettasse noi per fare una cosa che ha sempre voluto fare. Sono stato convocato dal presidente e sarà la prima volta che ci incontreremo di persona…avremo molte cose di cui parlare”.

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