Edi Orioli

83Un pilota più di tutti è entrato nell’immaginario collettivo come il dominatore della Dakar…il suo nome è Edi Orioli.

A cavallo tra anni 80 e 90 seguivamo tutti le sue imprese nel deserto tra spettacolari intraversate nella sabbia e salti di impressionanti dune alte come montagne.

Nei cortili e nei campi dietro casa saltavamo con la saltafoss piccoli avvallamenti di terra “alla Orioli” sognando imprese dakariane in sella a bolidi potentissimi.

Passano gli anni, il bambino diventa adulto, ma “Orioli” rimane ancora la parola magica capace di evocare il mito della Parigi-Dakar e dei piloti capaci di autentiche imprese motociclistiche.

Per tutti gli appassionati della RD03, Edi Orioli è il protagonista della prova della Africa Twin assieme a Nico Cereghini (https://youtu.be/XBkWEStI00o); celeberrima la frase esclamata da Nico durante le riprese “Edi Orioli insabbiato alla Parigi-Dakar !!!”, ma come si fa davvero a uscire da un insabbiamento nel deserto ?

“…cavarsela dall’insabbiamento è una conoscenza tecnica fondamentale. Di solito la moto si insabbia dritta, cioè in posizione verticale: ogni tentativo di spingerla, magari con l’aiuto del motore in prima o in seconda, è il sistema più sbagliato. Bisogna invece coricare la moto su un fianco, risollevarla e ripartire”

Sembra facile a dirsi, ma provate a pensare di farlo nel deserto con una moto dakariana con maxi serbatoi per la benzina !!!

Come dice il video della prova della RD03…preferiamo andare tutti al ristorante che magari c’è dietro la duna !!!

La dedica fatta da Mr Honda a Orioli durante la sua visita in Giappone.

Il modellino della Honda NXR 750 sulla scrivania di casa Orioli.

Lo sapevate ?

Edi Orioli è famoso come campione di motociclismo, ma forse non tutti sanno che la sua passione è altrettanto forte per le 4 ruote con cui ha effettuato piazzamenti di tutto rispetto ogni volta che ha gareggiato.

Edi Orioli ha partecipato alle prime 10 Dakar arrivando sempre alla fine e piazzandosi sempre primo tra gli italiani.

COME ARRIVA ALLA X° DAKAR:

Secondo alla scorsa Dakar, vincitore nella Sei Giorni del 1981 della classe 80

Durante l’anno è rimasto lontano dalle gare per un’epatite virale contratta in Africa.

PIAZZAMENTO FINALE:

DICHIARAZIONI: 

Ho lavorato molto per riprendermi dall’epatite, ma adesso mi sento di nuovo in forma dopo allenamenti di nuoto e di sci assieme a Balestrieri e alla Nazionale di sci.

Sono abituato a ottenere risultati e per me è importante far parte di una squadra ufficiale con Balestieri e Terruzzi con cui sono sempre andato d’accordo.

Sento di aver un passo giusto e, pur non avendo la manetta di De Petri, cerco di usare la testa il più possibile concentrandomi su quello che faccio.

Se vincessi la Dakar non mi esalterei molto perchè non è nel mio carattere, ma notorietà e guadagni cambierebbero sicuramente !

***dopo la gara ***

“Di tutte le Dakar che ho sino ad ora disputato, questa è stata la più dura.

Ho vinto a Tessalit, dimostrando le mie doti di navigatore; anche se mancava il controllo di passaggio ero sicuro di esser sulla strada giusta e ho guadagnato un’ora su Picco.

Nella Bamako/Kaynes il momento più difficile: “Ho rabboccato 10 litri di benzina per poi scoprire che era gasolio, ho perso mezz’ora per ripartire e ho dovuto tirare come un matto per riacciuffare Picco”

Non è facile fare la Dakar nelle prime posizioni, c’è tanta pressione…chi riesce a finirla è una persona speciale.

NOTE:

Il 14 febbraio 1988 durante l’intervallo di Bologna-Udinese Edi Orioli in sella alla NXR 750 entra allo stadio davanti a 30.000 spettatori mentre sul maxischermo vengono proiettate le immagini della sua vittoriosa Dakar

Nel maggio 1988 il concessionario HF di Udine ha consegnato a Edi Orioli una Honda VFR 750 R esprimendo la propria riconoscenza per la vittoria nella Dakar.

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