Ci vorrebbe un amico…

Qualche anno fa Antonello Venditti cantava una canzone che diceva pressappoco così:

“…vivere con te/È stata una partita/Il gioco è stato duro /Comunque sia finita/….
Ci vorrebbe un amico/ Qui per sempre al mio fianco/ Ci vorrebbe un amico/ Nel dolore e nel rimpianto…

La storia inizia con l’acquisto di una moto tanto desiderata…una mitica Africa Twin 650 Rd03, per lei tanti sacrifici tra cui la vendita di un’amatissima quanto affidabile Transalp 650; ma il desiderio a volte è più forte della ragione e finalmente arriva la moto tra sospiri ed eccitazione.

Sin dal principio però il sogno si rivela diverso da come prospettato, la moto non va come dovrebbe, ci sono tante cose che non tornano.

Che fare ?

Si cercano in rete informazioni, consigli, pareri con quell’ansia forse di chi, trasportato da un irrefrenabile impulso, ha fatto un acquisto di cuore.

Tra i nomi più volte citati appare spesso quello del Cristo, il “mammasantissima dell’Africa Twin“, che il nostro chiama speranzoso per un parere: dopo qualche telefonata, il neo Twinnerz scopre di aver forse trovato una soluzione ai suoi problemi, “un amico qui per sempre al mio fianco” e decide di fidarsi spedendogli la moto con un camion ad oltre 500km di distanza.

La moto arriva, viene smontata e purtroppo la diagnosi è peggio del previsto: quella Africa Twin ha tante cose che non vanno; la termostatica è scoppiata, i bulloni sono una ruggine unica, viti spanate, crepe nei tubi, fili elettrici cotti…insomma anche il Cristo, che di battaglie ne ha combattute tante, è sconsolato da quello che si trova davanti.

Ma da lontano arriva una supplica di aiuto, una richiesta a cui il Maestro non può rimanere sordo: ci si parla, ci si accorda ed inizia la cura ricostituente; pezzo per pezzo ogni cosa viene verificata, controllata e dove possibile riparata o sostituita. Si lavora febbrilmente per sanare le ferite di anni di incurie e trascuratezze e giorno dopo giorno la situazione migliora ed alla fine fortunatamente sembra risolversi.

La moto ritorna a casa, viaggia lungo tutto lo stivale fino al suo proprietario: l’emozione è tanta al suo arrivo, come un figlio rimasto troppo tempo lontano, adesso sta meglio, è guarita e si sta riprendendo.

Qualche intoppo nella cura viene ancora discusso e risolto al telefono grazie alla disponibilità di un esperto che, al momento del bisogno, è sempre stato presente e vicino.

Ha bisogno ancora di attenzioni e di non esser strapazzata per il momento, ma sul volto di Daniele laddove c’era paura e preoccupazione, adesso c’è un timido sorriso di speranza.

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