Jirinjiir de triisent

Il giro che vi presentiamo oggi parte da Lecco, la perla del Lario e prevede la conquista di ben tre passi alpini: Bernina, Julier e Maloja e la visita di 3 luoghi molto interessanti: Tirano, Sainkt Moritz e le cascate dell’Acquafraggia.

L’assicurazione è attivata, la moto è a puntino e la stagione deve iniziare alla grande !!!

Il ritrovo è sul lungolago di Lecco, meta durante il weekend, di centinaia di motociclisti venuti a godersi la dolcezza della città manzoniana.

La prima parte dell’itinerario prevede un trasferimento fino a Tirano di circa 1 ora e mezza, abbastanza noioso in verità.

Arrivati a Tirano vale la pena una sosta al Santuario per rimirarne l’interno e vedere passare il trenino rosso per il Bernina.

Preso un caffè e sgranchite le gambe è ora di fare sul serio, si parte per il Bernina.

Si passa in Svizzera quindi occhio ai limiti, al comportamento su strada perchè gli elvetici ci attendono prevenuti e speranzosi di rimpinguare le casse cantonali.

La salita è entusiasmante, il fondo è perfetto e le montagne tutt’attorno sono maestose e imbiancate di candida neve.

In circa 40 minuti si conquista il Bernina a circa 2.330 mt, il punto alpino più alto raggiungibile in inverno.

Obbligatoria la fermata per foto e vista del panorama che regala ampie vedute di un luogo tra i più grandiosi e spettacolari delle Alpi.

Scendendo sulla sinistra è possibile scorgere uno dei più giganteschi ghiacciai ancora esistenti e val la pena qualche foto prima che sparisca per sempre.

Si ridiscende verso l’Engadina e a Samedan si gira a sinistra verso Sainkt Moritz, luogo di jet set e vita mondana con pochi eguali.

Macchine lussuose, signore ingioiellate, elicotteri e jet privati sono gli ingredienti di un lusso alpino che guardiamo al nostro passaggio, ma le nostre mete sono altrove.

Si arriva sui laghi di Sils dove non è raro vedere volare nel cielo Kite, aquiloni o oggetti colorati essendo la meta preferita di surfer di ogni stagione.

Facciamo una breve digressione verso lo Julier per poter conquistare un altro punticino per la Strakk Cup, ma è solo una estemporanea fiondata vado e torno.

Tornati in Engadina ci dirigiamo velocemente verso il Maloja, porta millenaria di questo altopiano di incanto.

Foto al passo e inizia il rollercoaster !!!

Il Maloja è un autentico toboga di curve e controcurve e presto si perde il conto di quante volte si è inclinata la moto.

In una mezz’oretta di torna in Italia giungendo a Chiavenna non prima peró di aver visitato le incredibili cascate dell’Acquafraggia che compiono un vertiginoso salto da togliere il fiato.

Una sosta per ristorarsi prima di tornare nella città lariana anche perchè molto spesso il ritorno è faticoso e irritante a causa delle immancabili code del weekend.

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