Africa Vs Marathon

La Honda Africa Twin 650 RD03 è da tutti considerata un Super Transalp, ma lo sapevate che esiste anche una Super Africa Twin ? Joel Daures creó solo 100 esemplari di una moto destinata a entrare nella leggenda dalla porta principale. Il suo nome è Marathon, ma in che cosa si differenzia dalla nostra amata RD03 ?

Innanzitutto, già ad un primo sguardo, abbiamo davanti due moto completamente diverse: una moto enduro da un lato e una cazzutissima moto da gara dall’altro.

Le differenze tra le due moto sono molte e riguardano tanti piccoli dettagli, che vale la pena di conoscere da vicino:

La sella

Partiamo da dove ci si siede: sull’Africa stradale la sella è da 2 posti col “cinghietto” in mezzo, nella parte sopra ha l’alcantara e copre parte del codino. Sulla Marathon è singola, marchiata Honda HRC ed in un doppio fondo nasconde lo spazio per la balise.

La strumentazione

Proseguiamo con quello che si vede una volta a bordo.

Sull’Africa c’è il cruscotto in spugna con tachimetro, contagiri e spie di servizio, sulla Marathon abbiamo invece un tripmaster (che di fatto sostituisce il cruscotto) ed il Road Book a scorrimento elettrico; è collegato ad un particolare contachilometri – più preciso del normale – che permette di individuare dove ci trova con maggior precisione. Completa il cockpit una bussola magnetica per la navigazione.

Gli specchietti sono retraibili per evitare danni accidentali in caso di caduta e le frecce sono state asportate.

Il Serbatoio Anteriore ed i fianchetti laterali

In sella si percepisce subito qualcosa di diverso nelle proporzioni, c’è qualcosa di sovradimensionato e una borsetta in primo piano: è il Maxi serbatoio da 42 litri (anzichè 24 come standard), unitamente alla borsetta degli attrezzi e documenti che si trova in una posizione molto pratica a cui si accede immediatamente con delle chiusure in velcro.

Smontiamo il tappo del Maxi serbatoio e cosa troviamo dentro ?! Una specie di spugna tipo lana di vetro che permetteva alla benzina di non spostarsi di colpo con effetti destabilizzanti sulla guida in fuoristrada…geniale !

I fianchetti laterali sono stati “marathonizzati” e risultano un po più grandi del normale per contenere le forme giunoniche del serbatoio.

Il cupolino e le forcelle

Scendiamo dalla moto per valutarne gli altri particolari ed iniziamo dal fronte.

L’aspetto del frontale ha un pó più di “cazzimma” rispetto alla Regina: il pneumatico è tassellato pesante riempito con la mousse, le forcelle sono più lunghe, la grilla è quella di plastica che costa usata un occhio della testa, il numero domina il cupolino che è lo stesso della versione di serie.

Ma una particolarità colpisce la nostra curiosità…i montanti.

Sono delle barre di ferro inserite dietro al frontale per evitare l’effetto accartocciamento in caso di caduta; tali montanti rendono il frontale molto più solido e resistente in caso di incidente.

Il cerchio anteriore

Il cerchio anteriore dorato ha un profilo diverso dal normale, ha come uno scalino che lo rende doppio e quindi più resistente alle deformazioni da eventuali colpi ricevuti nel deserto da pietre o detriti vari.

Il paramotore

Anche il particolare più iconico dell’Africa qui è “vitaminizzato”: ha una forma molto differente, quasi ad “aratro” con dei contenitori che contengono l’acqua obbligatoria da portare nel deserto per poter sopravvivere in caso di bisogno.

Il mono posteriore

Non è il Pro-Link, ma una trave massiccia di metallo spacca tutto: qui non si scherza quando si va nel deserto !!

Un disco forato di metallo (invece che plastica) protegge il freno posteriore.

Lo scarico

La Marathon monta un grintoso scarico Arrow in parte coperto dal serbatoio laterale, stupendo da vedere, divino da sentire.

Il codino della moto

Anche il codino della moto non poteva di certo essere normale; anzichè il portapacchi e i fianchetti porta attrezzi abbiamo serbatoi supplementari della capacità di 16 litri capaci di far fare alla moto la mostruosa distanza di 800 km con un pieno.

La lucina sulla sinistra era obbligatoria durante la Dakar perchè permetteva di essere sempre visti anche con polvere o sabbia sollevata.

Basterebbero già queste modifiche a far capire che siamo in presenza di un mezzo super speciale da battaglia, ma le sorprese non finiscono qui.

Il cerchio posteriore

Il diametro del cerchio è piu piccolo per trasmettere maggior trazione e il profilo del cerchio è simile a quello davanti con il doppio scalino per irrobustirlo.

La ruota è estraibile con una semplice leva senza dover smontare i bulloni da entrambi i lati.

Non c’è il carter copricatena per non ostacolare il lavoro di pulizia e ingrassamento e ovviamente mancano anche le pedane passeggero essendo una “monoposto da gara”.

La catena è protetta da un disco di ferro più resistente e racing.

Filtro dell’aria e trasmissione

Le sorprese non sono ancora finite, il filtro dell’aria è direttamente accessibile senza smontare il fianchetto, come l’ingranaggio della trasmissione non coperto dal carter del motore; questo permetteva una manutenzione istantanea senza star troppo dietro a viti e chiavette ordinarie.

Inoltre si intravede il “bombolotto” dell’ammortizzatore HRC più grosso di quello di serie.

Che ghianda questa moto !!! Non credo che riuscirei mai a guidare una furia del deserto come questa, peró da vedere è davvero da urloooooo !!!

Ringraziamo Marco Iavarone per la consulenza e disponibilità nel metterci a disposizione la Sua Honda Africa Twin Marathon.

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